| L'itinerario storico naturalistico “Sulle tracce dei Gattopardi” punta a promuovere l'antica tradizione olearia locale intrecciandola con il recupero della memoria in chiave di riscoperta, tutela e valorizzazione del territorio, delle tradizioni, delle risorse ambientali secondo un modello di sviluppo sociale ed economico compatibile con le originali peculiarità del piccolo centro dei Nebrodi, con la vocazione turistica, con le sue ambizioni culturali. L’interesse ruota intorno ai secolari alberi di ulivo, straordinari monumenti della natura e testimonianze vive del passato, che si ergono maestosi lungo un suggestivo percorso dove frammenti di modernità si alternano ad antiche vestigia, senza tuttavia comprometterne l’armonioso equilibrio. Per secoli, l'olivicoltura è stata il perno dell'economia ficarrese, ma la perdita di redditività e l'imporsi di nuove e forse più appaganti attività lavorative, nel tempo ne hanno provocato il progressivo abbandono spazzando via anche quella complessa architettura fondata sullo stretto rapporto uomo natura, come se ciò nulla sarebbe costato in termini di identità e appartenenza ad un luogo. L’itinerario degli ulivi secolari vuole dunque essere simbolicamente la strada da seguire per riannodare quell’antico legame reciso. Oggi, l'affermarsi di una nuova cultura dell'ambiente, il bisogno di riappropriarsi dell'identità perduta, ma anche la rinnovata ricerca della qualità alimentare, messa a rischio da una produzione industriale senza etica, stanno finalmente restituendo centralità alla tradizione agricola e ai suoi nobili prodotti tipici di cui il nostro olio è certamente espressione per eccellenza.
Ficarra, borgo di lontane e misteriose origini, è oggi un paese dinamico dal clima dolce e dall'ambiente incontaminato, con un artigianato ancora vivace e soprattutto con uno straordinario patrimonio artistico e architettonico che ne fanno uno dei centri più interessanti dell'area nebroidea. Splendide chiese, sontuosi palazzi, raffinate sculture, portali e chiavi di volta impreziositi da stemmi gentilizi, espressioni del virtuosismo di artigiani e artisti senza tempo, ci raccontano sommessamente i fasti e la gloria del paese. Secondo alcuni autori, il toponimo Ficarra potrebbe derivare dall'etimo greco f'uak che significa ulivo, ma è una delle tante ipotesi formulate. La sua storia è strettamente intrecciata con il casato dei Lancia, signori di Ficarra e dintorni fino al 1738, anno in cui Girolamo III mise all'asta feudo e titolo acquistati dal marchese di Longarino, Ignazio Vincenzo Abate. Su turismo, cultura e ambiente coniugati alle tradizionali attività economiche, dall'agricoltura alla produzione tipica, Ficarra scommette per darsi un futuro, per costruirsi nuove prospettive di sviluppo socio economico, senza tuttavia, rinunciare alla sua particolare identità che affonda le radici in epoche lontane. E' in quest'ottica dunque che devono essere lette le iniziative in atto come l'istituzione di strutture museali, di itinerari naturalistici, il restauro di palazzi e opere d'arte, la promozione di eventi culturali: scelte fondamentali per inserire il paese nei circuiti turistici.
|