SITO ISTITUZIONALE DEL COMUNE DI FICARRA.
LA STORIA

Le origini del paese si perdono nel tempo, nelle località di “Pallisa” e “Strummo” non è difficile imbattersi in piccoli frammenti di terracotta del periodo Greco affioranti dal tereno. L’attuale localizzazione ebbe origine quasi certamente in epoca Bizantina, a testimonianza della cultura arabo-normanna rimangono gli archi a sesto acuto della cripta della chiesa Madre.
In epoca normanna fu in possesso del regio demanio e governata da Alchiero di Ficarra in qualità di stratigoto, sotto gli Angioini la possedette Macalda Scaletta, moglie di Alaimo da Lentini.

Cronologia:
1082 Ficarra viene associata alla Diocesi di Messina per decreto del Conte Ruggero. La notizia sta in “Notizia seconda ecclesiae Messanensis di Rocco Pirri.
1198 E’ citata come luogo in cui sorge una fortezza saracena (dai registri della diocesi di Messina) II Metà del XIV sec.. - E’ sottomessa alla signoria di Corrado II Lancia.
1391 E’ sottomessa alla baronia di Bartolomeo d’Aragona, figlio di Vinciguerra e castellano di Nicosia
1430 E’ sottomessa al Pietro Lancia con il titolo di Baronia.
1656 Ficarra diventa marchesato dietro concessione del Re Filippo IV Fabrizio, figlio di Francesco I Lancia Alliata. Rimarra ai Lancia per diritto di successione fino al 1737.
1737 Girolamo III Lancia vende tutti i possedimenti, conservando solo il titolo di duca di Brolo, Ficarra passa sotto il dominio di Pietro Napoli Principe di Resuttana.
1738 Viene acquistata da Ignazio Vincenzo Abate, Marchese di Longarino.
1823 Ficarra diviene Comune e viene inclusa nel distretto di Patti e aggregata alla stessa Diocesi.
L’abitato caratterizzato da tre emergenze architettoniche, che occupano altrettanto rilievi morfologici allineati lungo l’asse nord-sud del crinale montano: la Fortezza carceraria, la Chiesa Madre e i resti del convento Francescano, oggi auditorium e museo dell’Arenaria a cielo aperto.
Il tessuto urbano è composto da vicoli medievali che si intrecciano con strade asfaltate, palazzi di nobili origini si alternano a edifici di recente costruzione, senza tuttavia compromettere l’integrità dell’antico tessuto urbano che conserva ancora oggi la sua originale tipologia e bellezza.
Circa la toponomastica, il nome potrebbe derivare dall’Arabo “Fakhàr” gloriosa, illustre. Infatti il paese secondo V. Amico e G. Straffarello possiede un’antica fortezza, celebre sin dal tempo dei saraceni.


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